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Vivace scambio di opinioni a Omnibus (La7) tra lo storico Aldo Giannuli, l’economista del Pd Luigi Marattin e il giornalista tedesco Udo Gumpel. Tema del contendere la svolta garantista di Beppe Grillo sul tema degli avvisi di garanzia e sul codice comportamentale. Giannuli sostiene che c’è una virata garantista del M5S, senza, però, che il movimento di Grillo possa essere identificato con gli altri partiti: “Comunque, mantiene una certa diversità, come l’idea di dover rendere conto ai cittadini, anche al di là di quanto la magistratura sostiene”. “E’ chiaro che siamo di fronte all’ennesima pagliacciata” – replica l’esponente renziano, che accusa Giannuli di arrampicarsi sugli specchi – “Per anni hanno fatto carne da macello di ogni considerazione dello stato di diritto, è un movimento di totale inconsistenza sia programmatica che di coerenza nell’ambito giudiziario”. Ancor più severo il giudizio del corrispondente della rete televisiva tedesca NTV: “Questo non è un movimento democratico. Decide Grillo che ne è il proprietario. Le votazioni sul web sono ridicole perché non c’è nessun organo terzo di controllo. Non c’è un elenco degli iscritti controllato dalla magistratura. Questo è veramente assurdo”. Immediata la replica del professor Giannuli:”Ringraziate Iddio che esiste il M5S che, a differenza di quanto accade in altri Paesi, trattiene la protesta su un terreno democratico, nonostante la classe dirigente dell’Italia”. Intervento finale dell’economista Riccardo Puglisi che pone l’accento sulla relazione tra i partiti e i mass media: “Ho guardato il Tg1 sullo scandalo del sindaco di Milano Sala e quello che è successo a Roma alla giunta Raggi. Una copertura mediatica pro Pd mai vista, un capolavoro di propaganda peggiore di quella di Berlusconi”

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