Non soltanto Dibba ed altri esponenti del Movimento hanno chiaamente detto a a Poletti di dimettersi, ma perfino i suoi stessi.

Come ripota l’espresso, Caro Ministro Poletti, le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano. Siamo quelli per cui il Novecento è anche un patrimonio cinematografico invidiabile, che non inseguiva necessariamente i botteghini della distribuzione di massa, e lì imparammo che le parole sono importanti, e lei non parla bene. Non da oggi. A mia memoria da quando il 29 novembre 2014 iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera.

Continuò a parlare male quando in un dibattito in cui ci trovammo allo stesso tavolo dichiarò di essere “il ministro del lavoro per le imprese”, era il 18 aprile del 2016.

Noi, quei centomila che negli ultimi anni siamo andati via, ma in realtà molti di più, non siamo i migliori, siamo solo un po’ più fortunati di molti altri che non sono potuti partire e che tra i piedi si ritrovano soltanto dei pezzi di carta da scambiare con un gratta e vinci.

Parlo dei voucher, Ministro…..

Il video con un SUPER DIBBA che diceva lo stesso in tempi non sospetti! Precursore dei tempi? No semplicmente più attento a non prender per buono quello che gli viene detto!

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